IL FRESCO PROFUMO DELLA LIBERTA’ E LA BELLEZZA DELLE IDEE

Per tenere viva l’attenzione sui fatti di Brindisi, il Coordinamento provinciale di Libera Varese invita la cittadinanza ed in particolare insegnanti e studenti di ogni ordine e grado a ritrovarsi martedì 22 maggio alle ore 8.00 in piazza Repubblica.

Un appuntamento che intende rendere visibile la risposta concreta della scuola e della società civile verso chiunque voglia colpire l’istruzione, l’educazione alla cittadinanza attiva, l’impegno quotidiano, “il fresco profumo di libertà” delle nuove generazioni.

Martedì in piazza Repubblica per un’ora si alterneranno letture e momenti di riflessione che ognuno sarà libero di condividere con gli altri. Al termine, previsto per le ore 9.00, gli studenti entreranno nelle proprie classi.

Infine, Libera Varese invita tutti, da domani e per l’intera settimana, ad esporre o indossare un nastro bianco oppure un fiore per sostenere la bellezza delle idee che vince l’orrore della violenza.

VENT’ANNI DOPO CAPACI, PER NON DIMENTICARE FALCONE E GLI ALTRI CADUTI

COMUNICATO STAMPA DI “LIBERA. ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE – COORDINAMENTO DI MILANO E LOMBARDIA

Il prossimo 23 maggio sarà il ventennale della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
Il brutale eccidio voluto dalla mafia ha innescato in tutti questi anni una nuova stagione di impegno civile in tutta Italia e oggi ancora si ricorda il sacrificio di uomini e donne che scelsero la giustizia per battersi contro l’illegalità.
In prossimità della triste ricorrenza il coordinamento di Libera Milano, in collaborazione con altre realtà istituzionali e soggetti associativi, offre alle scuole di Milano e alla cittadinanza tutta una serie di appuntamenti voluti per ricordare e fondare nuovamente le ragioni di una corresponsabilità che si traduca in quotidiana attività di educazione alla legalità e di battaglia contro le mafie e la corruzione, oggi più che mai necessaria in questa città, in questa regione.
Quest’anno poi la ricorrenza del 23 maggio diventa un appuntamento anche per ricordare il trentennale della morte dell’onorevole Pio La Torre e del suo amico e autista Rosario Di Salvo (30 aprile 1982), del generale Carlo Alberto Chiesa, di Emmanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo (3 settembre 1982) e il ventennale della strage di via D’Amelio, in cui furono colpiti Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina (19 luglio 1992).
“Abbiamo voluto onorare la memoria di tutti questi caduti – ha dichiarato la referente di Libera Milano, l’avvocato Ilaria Ramoni – per non disperdere il loro prezioso insegnamento. Loro sono morti per tutti noi, per la democrazia nel nostro paese e il modo migliore per non vanificare il loro sacrificio è battersi ogni giorno per assegnare i beni confiscati alle mafie, per rendere giustizia alle vittime del racket e dell’usura, per promuovere una cultura della legalità democratica e per ridare dignità ai diritti calpestati da crimine e corruzione”.
“Siamo orgogliosi di presentare un calendario di iniziative – ha sottolineato la referente milanese di Libera – che vede la collaborazione prestigiosa dell’Associazione Nazionale Magistrati, del Conservatorio di Milano, delle Università di Milano, del Corpo Forestale dello Stato, di Milano Ristorazione, del Coordinamento delle scuole milanesi per la legalità e la cittadinanza attiva e delle associazioni Scuola Caponnetto, Arte e Amicizia, Libertà e Giustizia e le tante altre realtà aderenti a Libera. Lavorare insieme è il segno migliore del cambiamento possibile, è la prova che la sconfitta delle mafie dipende da noi”.
Milano, 15 maggio 2012

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Memoria e impegno. Incontro con Giovanni Impastato

Lunedì 14 maggio LA CASA DI NANDO ha celebrato la sua giornata della memoria per le vittime del terrorismo incontrando in un incontro presso la Sala Consigliare del Comune di Gazzada Schianno Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato.

All’interessantissimo incontro ha partecipato un numeroso pubblico che ha gremito la sala interloquendo vivacemente con Giovanni Impastato e con Giam Marco Martignoni che ha introdotto e moderato l’intera serata.

Più di ogni altro riassunto, racconta bene il contributo portato da Giovanni Impastato una intervista che lui stesso ha concesso a David Mammano di Varese News e che riportiamo di seguito integralmente.

«Oggi la mafia viene fatta apparire come invincibile. Non è vero. Si può battere in pochissimo tempo, se ci fosse una precisa volontà politica e tutti muovessero le proprie coscienze. La mafia non è solo un fenomeno criminale, ma anche culturale: va battuta lì». Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il giornalista e attivista che la mafia uccise nel 1978 facendolo saltare in aria con una carica di esplosivo, dopo averlo tramortito e adagiato sul chilometro 30+180 della ferrovia Trapani-Palermo, è stato ospite di un dibattito organizzato dall’associazione di volontariato culturale “La casa di Nando”, dal titolo “Memoria e impegno”, che si è svolto nella sala consiliare del comune di Gazzada Schianno.

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Gli Anni Nobili. IL TRENO

Così scriveva nel 1918 il pittore Giorgio De Chirico:

“Come i frutti autunnali siamo ormai maturi per la nuova metafisica.
Vengano i soffi potenti di là dai mari inquietanti.
Giunga il nostro richiamo alle città popolose dei continenti lontani.
Non impinguirci dobbiamo neppure nella felicità delle nuove nostre creazioni.
Siamo esploratori pronti per nuove partenze.
Sotto le tettoie eccheggianti di urli metallici i quadranti son toccati al segno del distacco.
Nelle cassette murate i campanelli vibrano.
È l’ora…
“Signori, in vettura!”.

(Zeusi l’esploratore, in Valori plastici, I, 1918)

Il treno. Marchingegno sconvolgente. Emblema del progresso. Emblema della modernità, col suo elogio del movimento, dell’accelerazione.

E con esso, la stazione ferroviaria, luogo modernizzato di incontri effimeri, di addii e di ritrovamenti gioiosi, ma anche della quotidianità lavorativa del cosiddetto “pendolare”.

La Milano-Varese è una tratta di origini antiche.

Fin dagli inizi dell’Ottocento era attivo, seppur periodicamente, un “servizio di campagna”, che con pesanti vetture a due o quattro cavalli, collegava Milano – tra le altre – alla “Gazzada”: in giornata i nobiluomini milanesi potevano andare e tornare, per la scampagnata.

Ma è con l’unità d’Italia che Varese è raggiunta dalla ferrovia della linea Milano-Gallarate. Movimento turistico – il Campo dei Fiori, il Sacro Monte, i laghi – e sviluppo industriale diventano parte dello stesso processo storico. E se i ricchi milanesi, in treno, raggiungono le loro ville o il Grand Hotel del Sommaruga, principe del liberty, alla stazione della funicolare, donne e uomini comuni prendono il treno per lavorare nel triangolo dell’industria cotoniera che, oltre alla valle Olona, conta Gallarate e Busto Arsizio.

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Un Eco MUOStro a Niscemi. L’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo

A Niscemi (CL) a circa due km dal centro abitato, sta sorgendo il M.U.O.S. (Mobile User Objective System), un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è proprio questa in costruzione a Niscemi. La costruzione del MUOS sono stati autorizzati dalla Regione in spregio al piano territoriale paesistico che considerava l’area naturalistica come territorio da tutelare, limitando ogni intervento alla conservazione del patrimonio naturale esistente. Il piano territoriale vieta espressamente la costruzione di “infrastrutture e reti, tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili; nuove costruzioni e l’apertura di strade e piste”.

Una volta completata la stazione di Niscemi sarà composta da due antenne paraboliche (più una di riserva) di 18 metri e mezzo di diametro e due trasmettitori con antenna a torre di 149 metri di altezza e avrà una capacità di tramissione – secondo le stime del giornalista Antonio Mazzeo – dieci volte superiore a quella attuale. Utilizzerà un sistema ad altissima frequenza Uhf (300 MHz a 3GHz di frequenza), convertendo i segnali di un semplice telefonino commerciale in modo da consentire di raggiungere unità mobili (aerei, veicoli di terra e soldati) anche in zone scarsamente accessibili a segnali radio.

Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti entro il 2013. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare UFO. Questo sistema trasmette microonde fino ad una distanza di circa 130 km ed è dannosissimo per la salute, considerate che le altre tre stazioni sono state costruite in aree desertiche.

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FESTA DELLA MAMMA 2012

Un augurio a tutte le mamme

LETTERE A GUIDO CAGNOLA. Presentato il volume che le raccoglie e le rende pubbliche.

La copertina del volume

Fortuna ci sono i professori

Sabato 28 aprile, nella elegante sala Paolo VI di Villa Cagnola a Gazzada Schianno, alla presenza di Mons. Mistò in rappresentanza della Santa Sede, del prof. Giovanni Agosti del Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’ Università Statale di Milano e della Sig.ra Bertuletti Sindaco di Gazzada Schianno, è stato presentato il volume “LETTERE A GUIDO CAGNOLA dal 1982 al 1954”, curato da Stefano Bruzzese e Vanda Rotelli ed edito da Morcelliana nella Collana “Quaderni della Gazzada”.

Alle 18.00 la sala era adeguatamente gremita e gli organizzatori dell’incontro erano pronti a dare inizio alla presentazione ma, come ormai abitudine, si notava l’assenza del Sindaco del paese, assenza che si è protratta per metà dell’incontro, iniziato con un po’ di ritardo nel tentativo di attenderne l’arrivo.

Ad ogni buon conto, in apertura dei lavori, Mons. Mistò, dopo abbondanti ed eleganti convenevoli da perfetto “padrone di casa”, nel tentativo di ricordare e ringraziare la figura di Guido Cagnola, di cui praticamente tutti, lo scorso anno, hanno dimenticato la ricorrenza del 150° anniversario della nascita, da bravo “piazzista” approfitta dell’occasione e con ironia e un tono sufficientemente sarcastico sottolinea come Guido Cagnola abbia sì donato alla Santa Sede l’intera sua Villa di Gazzada Schianno ma non abbia lasciato denari per gestirla. Forse voleva in questo modo giustificare la poca valorizzazione e salvaguardia riservata alla vecchia Villa, fatta eccezione per alcuni elementi del patrimonio artistico in essa contenuto.

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Nando dalla Chiesa e la pedagogia dell’antimafia.

Introduzione di Gian Marco Martignoni all’incontro dibattito con Nando Dalla Chiesa del 17 aprile 2012 a Gazzada Schianno.

Quando gli amici de LA CASA DI NANDO mi hanno contattato per condurre questo dibattito, ho dato subito la mia disponibilità per due motivi: il primo, naturalmente, è che la battaglia per la legalità e la lotta contro le mafie sono nel DNA della CGIL, in quanto non da oggi siamo impegnati confederalmente e con tutte le nostre categorie per individuare tutti i percorsi possibili e i protocolli di accordo (penso alle grandi opere in corso sul nostro territorio: Pedemontana, Arcisate – Stabio, Malpensa, ma non solo), per combattere quell’infiltrazione mafiosa che scaturisce dal meccanismo infernale dei sub-appalti e del movimento terra.

In secondo luogo da lettore della prima ora della rivista Narcomafie di Don Luigi Ciotti e del Gruppo Abele, nonché di alcuni libri su Camorra, ‘Ndrangheta e Cosa Nostra, intrigava l’occasione di avere un confronto con uno dei massimi studiosi del fenomeno mafioso qual è Nando Dalla Chiesa, che è anche presidente onorario dell’Associazione Libera, e di cui, proprio su Narcomafie, avevo già letto più di un saggio di indubbio spessore.

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“MEMORIA E IMPEGNO” incontro dibattito con GIOVANNI IMPASTATO

ANNUNCIO PRELIMINARE

Gli anni nobili: NOBIL SIGNORI

per gentile concessione "COSE DI ALTRE CASE"

I primi anni del Novecento sono stati contraddistinti, anche nei comuni del nostro circondario, da personalità che hanno caratterizzato la vita sociale, politica e comunitaria attraverso il proprio impegno ideale ed economico.

Ma ancor di più va sottolineata la presenza di una diffusa solidarietà fra le persone, fra concittadini, nel sostenere i momenti di difficoltà e di bisogno così come le occasioni di svago e di divertimento oppure il bisogno di ricordare, di sostenere la memoria collettiva.

Frequentemente la schiera dei solidali e della “nobiltà d’animo” e stata guidata da personaggi di “nobile lignaggio”, casate che già nel secolo precedente avevano dato alla nascente società moderna personaggi “guida”, munifici nell’elargire oblazioni e pronti a venir “incoronati” nelle cariche politiche e sociali più significative del territorio.

Pensiamo alla famiglia Della Silva a Schianno, che diede ben tre Sindaci al comune fra il 1858 e il 1915, Giuseppe, Antonio e Giovanni. Successivamente, l’incontro per matrimonio con la famiglia Necchi, precisamente con Ludovico, co-fondatore dell’Università Cattolica di Milano, diede origine alla attuale discendenza Necchi Della Silva.

per gentile concessione "COSE DI ALTRE CASE"

Pensiamo alla famiglia Cagnola a Gazzada, con il nobile Carlo e il figlio Guido, senatore del Regno d’Italia, nato proprio nel 1861, anno in cui il Regno unitario è stato proclamato. Sarà per questa sua nascita che per tutto il 2011 l’Amministrazione Comunale ha “dimenticato di ricordare questo illustre concittadino nel 150° anniversario della nascita; speriamo che nel 2054 i futuri amministratori ricordino i 100 anni dalla sua morte. Famiglia, quella dei Cagnola, alla quale il Comune di Gazzada, e non solo, deve molte delle sue infrastrutture comunitarie. A Guido Cagnola e alla sua capacità urbanistica, supportata dall’amico architetto Fausto Bagatti Valsecchi di Milano, i gazzadesi devono, tra l’atro, il nuovo cimitero, l’edificio che nel 1913 verrà destinato a municipio e scuole comunali, l’acquedotto (che servirà anche Schianno e Morazzone), oltre a sovvenzioni varie per la viabilità e i luoghi di culto. E sempre Guido Cagnola lo vedremo fronteggiare nel 1932 il podestà fascista di Gazzada Schianno reo di aver violato una clausola tassativa da lui posta nel 1913 quando donò all’amministrazione l’edificio che doveva per molti anni ospitare le scuole e il municipio; ma è storia per un futoro prossimo. A fianco di Guido Cagnola la sorella Carmelita Cagnola Zucchini Solimei, donna dedita a opere pie e fervente sostenitrice dell’Asilo Infantile e della Scuola Femminile.

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