La Casa di Nando Associazione Culturale Gazzada Schianno (VA)

Cosa vogliamo fare

Anche nei tempi più oscuri abbiamo il diritto attenderci una qualche illuminazione. Ed è molto probabile che essa ci giungerà non tanto da teorie o da concetti, quanto dalla luce incerta, vacillante e spesso fioca che alcuni uomini e donne, nel corso della loro vita e del loro lavoro, avranno acceso in ogni genere di circostanze, diffondendola sull’arco di tempo che fu loro concesso di trascorrere sulla terra. (Hannah Arendt – 1968)

Quante cose ci ha lasciato Nando, il professore. In quegli Anni Settanta e Ottanta di rivolte, di cambiamenti, di lotte operaie e sindacali, di violenze, di scelte, di trame oscure, di democrazia da difendere.

Nando è stato accanto a tanti giovani. Ha insegnato a tanti giovani l’impegno e la partecipazione, a discutere e ad ascoltare gli altri, a non scegliere mai scorciatoie pericolose. Nando non smetteva mai di confrontarsi, non si chiudeva mai in idee preconcette.

Nando e quei tempi lontani del Centro Popolare di Cultura, le mostre fotografiche, i dibattiti, la politica, i cineforum, i corsi di inglese. I ragazzi insieme a provare a cambiare, a provare a lasciare un segno. Quei ragazzi sono cresciuti, hanno i capelli bianchi, qualcuno anche qualche chilo di troppo, ma nessuno ha dimenticato. Nessuno ha dimenticato la sua cordialità, la sua sigaretta perennemente accesa. I giri in paese con l’utilitaria e il megafono per invitare la gente ad uscire di casa e ad essere protagonista. I manifesti da incollare, le “Feste de l’Unità”, il Consiglio Comunale. Il professore c’era, sempre, con la parola e l’esempio. Quante cose ci ha lasciato Nando.

Per gli adolescenti e i giovani che “agitavano” la vita sociale e culturale di Gazzada Schianno nella seconda metà degli anni ottanta Nando è stato un importante compagno di viaggio, capace di condividere esperienze semplici o impegnative indicando con discrezione e competenza la strada migliore per arrivare alla meta. Nando sapeva mettersi in gioco allo stesso livello di quegli adolescenti e quei giovani che in lui cercavano consigli ed esperienza, condivisione e passione, confronto e scontro, riflessione e approfondimento, azione e divertimento. E noi, oggi, vogliamo aprire una casa dedicata a lui.

La Casa di Nando nasce non per stipare ricordi e qualche rimpianto, ma per andare avanti, per crederci ancora. Insieme a quei giovani di oggi che non hanno avuto la fortuna di chiacchierare e di bere un caffé con il professore. E ancora insieme a lui.

 Ripercorrendo quell’esperienza, partendo da quanto Nando ci ha insegnato, intendiamo lavorare dentro un’idea di cultura che abbiamo costruito giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza. Per noi quest’idea di cultura richiama la personale formazione individuale, l’insieme dei nostri costumi, delle nostre credenze, dei nostri valori, dei nostri ideali e delle nostre abitudini. Ci coinvolge come individui singoli e come appartenenti a una collettività che condivide un’identità culturale. Oggi, poi, tutto questo si confronta con le molte altre culture del mondo che la globalizzazione e i flussi migratori portano quotidianamente ad incontrare la nostra attenzione.

 Sul nostro territorio, Gazzada Schianno, area paesaggisticamente bella ed interessante, vogliamo che sia bello ed interessante viverci. Vogliamo aggiungere qualità alla quotidianità con azioni di eccellenza culturale, sociale e formativa.

E’ nostra intenzione, insieme con i giovani di Gazzada Schianno, creare cultura attingendo dal ricco passato custodito nei ricordi degli adulti e degli anziani, attraversando con idee innovativi e coinvolgenti il presente così da costruire un futuro forse migliore ma sicuramente e saldamente nelle mani di nuove generazioni di adulti.

La CASA DI NANDO ripone particolare attenzione agli adolescenti e ai giovani con il loro bisogno di relazione e di confronto, di ascolto, di protagonismo, di attenzione ai propri vissuti e alle proprie emozioni.

Un adulto attento mette in gioco la propria autorevolezza rimanendo sempre un punto di riferimento per i più giovani. Noi adulti dobbiamo rimanere, per gli adolescenti, soggetti da sfidare e sorpassare, attraverso provocazioni e giochi di forza. Non ci dobbiamo sottrarre a questa sfida né arretrare in posizioni difensiviste né avanzando sino a con-fondersi con i ragazzi. Anzi intendiamo sempre rilanciare una sfida più ardita e complessa, imparando a governare codici e media dei ragazzi. Alla fine si genera un’alleanza sostanziale.

Le attività della nostra Associazione ruoteranno attorno all’idea di territorio inteso come territorio fisico (ecosistema) da promuovere e da tutelare, territorio sociale (comunità) da condividere e da vivere, territorio culturale che ricorda il passato e costruisce per il futuro.

Le principali iniziative della nostra Associazione.

* Sviluppo di strategie di comunicazione multimediali fra cittadini che condividono i territori.

La comunicazione non è solamente un processo di trasmissione di informazioni, ha anche e soprattutto il significato di “far conoscere, “rendere noto”, “condividere”. Il paradosso del Web 2.0 è il paradosso  di una società che, mentre apprende ed applica le nuove regole fondamentali del comportamento e della comunicazione, grazie anche alla rapida crescita di Internet, non è capace di renderle concrete nell’educazione e nell’apprendimento.

Vogliamo promuovere una maturità morale che abbandoni una posizione di difesa e di resistenza di fronte a ciò che ha grande potenzialità di evoluzione e crescita. Si ha paura di ciò che non si conosce e ci si difende magari con proclami e condanne: chi con argomentazioni acculturate, chi con semplici luoghi comuni. La tendenza al sensazionalismo della stampa, gli atteggiamenti di qualche parruccone, insegnante o psicoterapeuta mediatico di turno, sono il sintomo di un timore dell’avanzata imponente e ineluttabile della nuova “intelligenza connettiva”. Il nostro atteggiamento vuole essere altro: curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, condivisione di esperienze.

Ad ogni buon conto la nostra opzione formativa privilegiata rimane il metodo laboratoriale, perché affascinante e proficuo: giovani ed adulti fanno un’esperienza insieme, insieme sperimentano, provano e scoprono orizzonti di senso. E ognuno porta le proprie competenze, le proprie elaborazioni. Ciò che va insegnato non è la strada perfetta, ma la capacità di apprendere i modelli per superare gli errori. Nel laboratorio si diventa attori e protagonisti della conoscenza perché la conoscenza viene co-costruita. Nel laboratorio esiste la possibilità espressiva originale di ogni persona, una diversa dall’altra, ognuno con un suo specifico e ognuno con potenzialità proprie. E ognuno diventa risorsa per l’altro.

Il web, la rete, Internet, con le attualissime implemetazioni di social networking, di condivisione del sapere ha nel proprio DNA questo grande potenziale, che esalta il contributo del singolo rigenerandolo e potenziandolo con la condivisione e la creazione di comunità.

* PROGETTO MEMORIA per la salvaguardia delle fonti, orali e documentali, sulla storia quotidiana di Gazzada Schianno.

Per valorizzare la storia recente di Gazzada Schianno, quella vissuta dalle donne e dagli uomini del nostro paese nel secolo scorso, il “Novecento”, per tramandarla in modo naturale alle prossime generazioni e anche ad alcune di quelle attuali, questo Progetto darà vita ad un laboratorio multimediale, realizzato con adolescenti e giovani, che raccoglierà le testimonianze e i ricordi dei nostri concittadini attraverso interviste registrate proposte agli adulti e agli anziani. Lo scopo è quello di conservare nel tempo le testimonianze del passato, raccontate direttamente da chi questi avvenimenti li ha vissuti in prima persona.

* Cultura della Relazione sviluppata anche con iniziative quali la BANCA DEL TEMPO.

C’è autenticamente comunità laddove gli abitanti riescono a dedicare una parte delle loro azioni, delle loro energie, del loro tempo al loro paese, agli amici, ai parenti, ai vicini. La nostra Associazione intende valorizzare i rapporti interpersonali che nell’attuale società risentono di una profonda crisi, promuovendo una cultura della relazione che introduca sistemi di scambio locale non monetario (economia del dono) come il “baratto” e la “Banca del Tempo“.

Un tempo, per educazione o per necessità, non si buttava niente: la chiamavano economia domestica. Oggi, azioni come lo scambio o il baratto – che già avvengono a livello nazionale ed internazionale via Internet – mettono in relazione le persone tra di loro e con l’ambiente: riutilizzare gli oggetti è un passo importante per diffondere nuovi modelli di consumo orientati al benessere sociale e al rispetto ambientale.

La Banca del Tempo vuole invece essere una “libera associazione tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto nelle piccole necessità quotidiane”; si tratti di prestazioni che riguardano lo svolgimento della vita quotidiana (la spesa, la cucina, la lavanderia, le relazioni con gli enti pubblici, i bambini, gli anziani, il tempo libero in compagnia…) oppure di scambio dei saperi, cioè delle conoscenze che le singole persone possiedono (computer, lingue, pittura, fotografia…, ma anche ricette, ricami, vecchi mestieri).

* Promozione di azioni di Gemellaggio Solidale con un paese o una comunità in difficoltà e in condizioni di disagio socio-economico, in Italia o in una area geografica del terzo mondo, per la realizzazione di interventi socio-sanitari ed educativi.

Promuoveremo l’incontro della solidarietà dei cittadini di Gazzada Schianno con i bisogni “vitali” di un paese, di una comunità o di un villaggio scelto direttamente da donne e uomini, giovani o meno giovani, di Gazzada Schianno. Intendiamo attuare iniziative che favoriscano la partecipazione di studenti e cittadini sensibili alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla lotta alle diverse forme di disagio e di povertà, più in generale al tema dei diritti umani. Intendiamo attuare interventi di sviluppo e potenziamento delle risorse socio-sanitarie e/o educative, sostenendo le culture locali, con le loro specificità e potenzialità. Attraverso un percorso di scambio e di reciproca conoscenza vogliamo promuovere, soprattutto fra gli adolescenti e i giovani, la sensibilità e la comprensione delle problematiche che impediscono un armonioso ed equo sviluppo sociale nei paesi in via di sviluppo, che troppo spesso finiscono per non svilupparsi mai, favorendo così turbolenti flussi migratori verso i paesi occidentali.

* In collaborazione con le Scuole, la Parrocchia e le altre agenzie educative del territorio, la nostra Associazione intende promuovere iniziative tese a

  • Favorire l’aggregazione, la socializzazione e lo sviluppo di responsabilità attive nelle scelte quotidiane
  • Incentivare la prevenzione del disagio di bambini, ragazzi e giovani attraverso la costruzione insieme a loro di appositi spazi di animazione ed educazione
  • Realizzare laboratori creativi (ad es.: di fotografia) in cui l’apprendimento passa attraverso il confronto con i “maestri d’arte”
  • Costruire spazi di incontro con differenti espressioni artistiche (letteratura per l’infanzia e di genere per adulti, libri artistici, pittura, cinema, ecc.)
  • l’offerta di momenti di approfondimento per adulti (su tematiche quali “Adolescenti, tempo libero e nuove tecnologie per la comunicazione globale”, “Relazione Genitori / Figli”, “Bullismo e Bullismi”, “I comportamenti di dipendenza da Gioco”).

Particolare attenzione sarà data allo sviluppo negli adolescenti e nei giovani delle competenze ed degli atteggiamenti preventivi rispetto ai rischi diretti ed indiretti connessi con l’adozione di non adeguati stili di vita (abuso di alcol, fumo e sostanze stupefacenti; mancanza di attività fisica; cattivi comportamenti alimentari; ecc.).

“…solo il viaggio della conoscenza rende la vita degna di essere vissuta. La conoscenza dei paesaggi, dei venti, delle albe,del colore del mare, della terra all’orizzonte, delle persone che incontri, dei cuori che ti seducono, dei silenzi improvvisi e delle parole che non ti aspetti. La conoscenza delle tue allegrie e delle tue tristezze, dei piaceri degli altri e delle storie degli altri. Cerca sempre, cerca ancora, sistema il tuo mezzo perché possa sempre ripartire, non aver paura dei danni e delle ferite; viene sempre il giorno in cui si riparano i primi e si chiudono le seconde. Non crederti il centro del mondo, perché il mondo non ha centri o ne ha miliardi. Non essere mai soddisfatto, non essere mai desolato. Cerca gli altri, troverai te.” (W. Veltroni – NOI – 2009)